Siamo abituati a pensare alla Resistenza come storia, un periodo passato che spunta fuori nelle nostre coscienze pochi giorni l’anno, solitamente il 25 Aprile e durante le interrogazioni in quinta superiore, come se le lotte partigiane, gli scioperi e la coscienza civile dimostrata da molti italiani in quel periodo fossero solo parole e date da ricordare.
Facciamo fatica a de-contestualizzare, a capire che quello è stato un esempio che può tornarci molto utile, che in fondo, in fondo alla nostra penisola, ci sono persone che stanno lottando allo stesso modo, che stanno provando le stesse cose provate dai nostri nonni o bisnonni, anche se la guerra non c’è più e non ci sono più le rappresaglie, le deportazioni e le fucilazioni. Ne abbiamo parlato proprio pochi articoli fa, ve lo ricordate?
A Fabbrico, nei mesi di Gennaio e Febbraio, è stato cucito questo filo, sottile ma resistente, che può crescere ma non spezzarsi, un nastro rosso che collega Memoria e Legalità, resistenza al nazifascismo e lotta alla Mafia. Ci saranno numerosi dibattiti, incontri, mostre e proiezioni cinematografiche fra cui la presentazione del libro di Giovanni Impastato e Franco Vassia, autori di “Resistere a Mafiopoli: la storia di mio fratello Peppino Impastato” (3 Febbraio) e l’incontro con Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera (27 Febbraio, giorno dell’anniversario della Battaglia di Fabbrico). Qui potete trovare il programma completo.
Anche a Reggio Emilia qualcosa si muove. Ormai siete a conoscenza del gruppo di Giovani contro le Mafie, autori di diversi articoli pubblicati sul portale. Sabato 6 Febbraio (ore 17.30) avrete l’opportunità di conoscerli presso la Gabella (sotto l’arco di Via Roma), per l’aperitivo antimafia, dove vi saranno testimonianze, materiale informativo e molto altro sul tema della legalità e della lotta alla criminalità organizzata.
Sempre in Gabella, il 12 Febbraio alle ore 21.00, ci sarà un incontro con Alberto Spampinato, fratello di Giovanni, giornalista ucciso dal potere mafioso perché scriveva troppo, Roberto Morrione, presidente di Libera Informazione e Gerardo Bombonato, presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna. Il titolo della serata sarà “Se la Mafia fa paura ma non fa notizia”, una riflessione sulle infiltrazione della criminalità organizzata, su sottovalutazioni, intimidazioni, censure e autocensure che oscurano l’informazione prendendo spunto dal libro “C’erano bei cani ma molto seri”, di Alberto Spampinato.
Da non dimenticare poi la festa nazionale antimafia del 1 Marzo, organizzata da GOEL e CO.LO.RE, di cui parleremo più avanti.
Il nastro rosso non aspetta altro che la vostra partecipazione per estendersi, diventare sempre più solido e resistente, coinvolgere più persone e creare un legame forte fra storia e presente, Resistenza e Legalità.

