Pubblicati nel novembre 2007
30 novembre 2007 · Categoria: Eventi
Giovani reggiani e AIDS
I risultati della ricerca dell’Associazione “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” sulla conoscenza della malattia e sulle modalità di trasmissione
Come dichiarato due giorni fa dall’Assessore Bissoni, l’Emilia Romagna, è la terza regione in Italia (dopo Liguria e Lombardia) per il tasso di incidenza di Aids; tanto che la Regione ha deciso di attivare un numero verde Aids gestito dall’Ausl di Bologna (800 856080) e un sito (
www.helpaids.it) per prenotare gratuitamente e nel più completo anonimato il test Hiv in tutta l’Emilia Romagna.
Già da molti anni l’Associazione “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” cerca di stimolare una riflessione nella giornata mondiale di lotta all’Aids; quest’anno al posto del presidio in piazza o della distribuzione di materiale informativo e di prevenzione abbiamo deciso di curare una piccola ricerca finalizzata a capire quale fosse il grado di conoscenza dei giovani reggiani su questo tema.
E i risultati sono tutt’altro che incoraggianti.
Il questionario è stato distribuito, grazie a volontari e a nostri operatori di diversi progetti, nei luoghi di maggior ritrovo giovanile: scuole, locali notturni, piazze e strade della città. I questionari compilati sono stati 173 (di cui 125 maschi e 48 femmine), il campione ha interessato una fascia d’età compresa tra i 14 e i 33 anni, ma l’età media dei partecipanti è stata di 19 anni, la maggior parte dei quali studenti.
Le domande del questionario erano formulate in modo da sondare la conoscenza dei giovani sul tema dell’aids, soprattutto per quanto riguarda: i rischi di trasmissione, le modalità di prevenzione volte a non contrarre il virus, le possibili cure, la conoscenza generale della malattia; conoscenza che spesso si è dimostrata piuttosto scarsa…
Ciò che ci ha stupito maggiormente non è stato il fatto che, nonostante l'88% degli intervistati ritenga di essere informato sull'argomento, quasi il 41% non sappia quale sia la differenza tra essere sieropositivo ed essere malato di AIDS, bensì l’alto numero di coloro che sottovalutano i rischi di contagio: sebbene più del 90% sappia che rapporti sessuali non protetti e scambio di siringhe siano comportamenti rischiosi, quasi il 44% sottovaluta il rischio di contagio connesso ai rapporti orali e ben il 12% dei giovani pensa che assumere la pillola protegga dal virus, così come effettuare il coito interrotto. Il fatto che più di quattro ragazzi su dieci ritengano sicure queste pratiche sessuali a prescindere dall’utilizzo del profilattico o che quasi un ragazzo ogni otto si senta al sicuro grazie alla pillola o al coito interrotto ci dimostra che le numerosissime campagne ministeriali, che diversi anni fa sottolineavano i rischi di contagio, stanno nel tempo perdendo i loro effetti sulle nuove generazioni, non è un caso il fatto che i minorenni abbiano fatto ben più errori dei maggiorenni. L’attuale carenza di informazioni capillari sul tema fa si che molti dei giovani di oggi crescano nel rischio di sottovalutare fortemente i rischi di trasmissione, o ritenendo reali rischi che non hanno alcun fondamento scientifico: basti pensare che quasi il 15% ritiene pericolosa sia la puntura di zanzara che il bere dallo stesso bicchiere!
E’ come se la paura di essere contagiati fosse diminuita rispetto al passato e si fosse “abbassata la guardia” ritenendo l’aids un problema ormai superato, ne è prova il fatto che ben il 14% pensa erroneamente che esista un farmaco per eliminare il virus; e nonostante la quasi totalità degli intervistati sappia che è necessario fare un esame del sangue per sapere se si è contratto il virus, quasi il 50% dei minorenni ritiene di non poter fare questo esame se non accompagnato in ospedale dai genitori.
Come ci capita spesso di vedere nel campo delle dipendenze, anche in questo caso il principale pericolo per i giovani è quello di sottovalutare i rischi del proprio comportamento, ritenendosi al sicuro e in qualche modo intoccabili dai drammi della vita. Per riuscire a capovolgere questa situazione è necessario che i giovani acquisiscano sempre maggior cognizione dei reali rischi dei loro comportamenti, ma soprattutto è necessario che gli adulti, a seconda delle loro responsabilità di genitori, educatori, pubblici rappresentanti, scelgano di essere loro per primi a “non abbassare la guardia” su questi temi aiutando i ragazzi a maturare, ogni giorno e con ogni mezzo, in questa fondamentale e determinante consapevolezza.
29 novembre 2007 · Categoria: I miei reportage
La mia esperienza di GYP è iniziata nel maggio 2006, quando Reggio nel Mondo e il Glocal Forum di Roma (l’ONG creatrice del progetto internazionale “Glocal Youth Parliament”) mi hanno comunicato di aver superato la selezione ed essere diventata uno dei due delegati della mia città presso il GYP.
La felicità è stata grande, e l’entrare a far parte di un network internazionale di giovani come rappresentante di Reggio uno stimolante traguardo che mi offriva la possibilità di agire in concreto per la mia città e far sentire la voce e i bisogni dei giovani a livello internazionale.
Mi attendeva un primo, importante appuntamento: la conferenza dei delegati “GYP” ad Ankara, Turchia (29 giugno/4 Luglio 2006).
L’agenda degli incontri alla conferenza prometteva opportunità di colloquio e adesione ai progetti tra gli altri di Unicef e ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), oltre ai tavoli di lavoro in cui i “GYPs” (due per ogni città, appartenenti ai continenti europeo, asiatico, africano e americano e destinati a rimanere in carica per due anni) si sarebbero confrontati sia a livello regionale (suddivisi in regioni: Europa Occidentale, Europa Orientale, Africa, America Settentrionale, America Meridionale e Asia), sia tematico (Multiculturalismo – il gruppo al quale ho preso parte – , Peacebuilding, Youth Involvment, Education and Employment, Environment).
Il lavoro svolto ad Ankara e l’esperienza di condivisione e discussione, seguita dall’emanazione delle “linee guida” sulle quali basare il nostro operato futuro, si sono rivelati strumenti stimolanti ed efficaci. Dell’esperienza in Turchia rimarranno i magnifici ricordi dei tanti giovani incontrati e dell’esperienza con loro condivisa.
Di ritorno a Reggio, i forti stimoli della conferenza mi hanno spinto a cercare di agire nel rispetto del mandato GYP: un impegno di valenza al contempo locale e globale.
L’importanza di riuscire a dar vita ad un’assemblea locale che promuova attività “glocali” a Reggio Emilia si è rivelata da subito fondamentale; il raggio d’azione dei due delegati appare infatti piuttosto limitato se manca la costante assistenza di un gruppo di “GYPs” impegnati nella condivisione e realizzazione dei progetti a livello locale.
Il primo progetto cui, insieme ad una nascente “GYP Assembly” locale abbiamo deciso di partecipare, è stato lo “Stand Up Against Poverty” (“Alziamoci Contro la Povertà”), campagna globale promossa dalle Nazioni Unite volta all’eliminazione della povertà estrema e al raggiungimento di standard e condizioni di vita più eque.

Nella fotografia sopra, Valentiana eil sindaco di Washington, Mr. Williams ad Ankara.

Una città come la nostra, da sempre attenta a questo tipo di emergenza, non poteva non far sentire la sua voce per questa iniziativa. Così, davanti al centro “Gabella”, “dedicato” dal comune alle attività dei giovani, è stata organizzata una raccolta firme e distribuzione di materiale informativo per tale campagna.
Altri passi significativi sono stati anche la nostra partecipazione al concorso nazionale promosso dal Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive “Giovani Idee Cambiano l’Italia”, per il quale abbiamo presentato un progetto di audiovisivo da realizzarsi in collaborazione con la città Palestinese di Nablus sul tema della libertà individuale, cui sarebbe seguita la realizzazione di un centro di scambio socio/culturale, e la partecipazione alla conferenza sui giovani e l’immigrazione svoltasi lo scorso maggio in città e promossa dal Comune e “Mondinsieme”.
Molto interessante è stata anche l’opportunità, offertaci dal Glocal Forum, di un confronto tra noi e i delegati della città israeliana di Rishon Le Zion sul tema del Consiglio dei Giovani – realtà ancora non presente nella nostra città ma a Rishon assai ben strutturata – tutto ciò è avvenuto tramite una serie di “conference calls” per noi di grande stimolo. Aggiungo che avere l’opportunità di essere in contatto e lavorare con ragazzi provenienti da Israele e dalla Palestina, così come, ad esempio, dal Pakistan e dall’India, a loro volta impegnati su un fronte comune, è stato per me qualcosa di importante; un risultato incredibile conseguito da Glocal Forum e GYP.

Sebbene, purtroppo, non ci sia stata la possibilità di realizzare il progetto “Bricultura” (sull’identità culturale, volto a favorire nei giovani una percezione di sé come in costante cambiamento e crescita, come “Bricolage” costituiti dai contatti e dalle esperienze più varie, tra cui quella del rapporto con altre culture), ritengo che la preparazione di questo sia stata di grande arricchimento personale.
Concludo ringraziando il Comune, l’Assessorato alle Politiche Giovanili e Reggio nel Mondo per la grande opportunità offertami, tutto il Glocal Forum staff (in particolare Nell Derick Debevoise e coloro che in passato hanno seguito e sostenuto con grande partecipazione le nostre idee e attività – Olivia Barata Cavalcanti, Julia Pond, Nicola Magri, Morgan O’Hara, Margarita Milikh, Daniella Ben Attar – ) e i delegati e amici GYP con cui ho condiviso la meravigliosa esperienza di Ankara e del successivo lavoro comune.
…Buona Fortuna ai nuovi “GYPs” reggiani!
29 novembre 2007 · Categoria: Senza categoria
Ciao ragazzi/e! Volete conoscere nuovi amici e insieme a loro dare una mano a persone anziane sole o in difficoltà?
L’ associazione di volontariato “ PERDIQUA “ vi propone un modo diverso e originale per spendere il vostro tempo libero.
PERDIQUA è un’ associazione di volontariato gestita da ragazzi che raccoglie una settantina di giovani volontari in tutta la città che operano in diversi ambiti di servizio quali handicap, ludoteche, servizi ad anziani, ed educatori.
Si occupa inoltre di formazione al servizio dei volontari e organizza campi di lavoro in Italia e all’ estero con scopi diversi: raccogliere fondi da devolvere in beneficenza ma soprattutto educare i giovani al servizio e alla gioia di stare insieme, lavorare insieme e condividere così le proprie fatiche, gioie ed emozioni.
La proposta consiste essenzialmente nel fare compagnia a persone anziane insieme ad altri ragazzi/e e quando è necessario uscire con le persone stesse per fare la spesa o semplicemente per fare due passi. Ogni anziano fa la sua richiesta particolare… per questo è importante adattarsi alle sue esigenze. l'impegno viene concordato direttamente con la persona anziana o con un suo parente ed è 1 o 2 volte a settimana. Ogni incontro può durare una, due, tre ore… dipende anche da voi! Si richiede continuità nel servizio, puntualità, rispetto e tutta la vostra fantasia, gentilezza e voglia di confronto.
Il numero da contattare per altre informazioni e per segnalare la disponibilità è:
Anna – 3403303181
Per qualsiasi informazione relativa alle attività di “ PERDIQUA “ potete contattare Stefano al 3391579951.
29 novembre 2007 · Categoria: News
MAAP
Music – Art – Architecture – Passion
Questo è il progetto di un giovane reggiano, Emanuel Sammartano, che ha voluto proporre alla città un progetto di riflessione attorno alle capitali d'Europa. Emanuel sta cercando persone interessate a collaborare al progetto con foto, video e parole sulle città che Maap andrà a visitare…
Il progetto MAAP vuole creare un laboratorio artistico, indirizzato sia ad un pubblico che porta già interessi artistici che ad un pubblico il cui approccio risulta nuovo.
Il luogo in cui si svolge questo progetto non è scelto a caso, è un luogo notturno, la discoteca, etichettata nei giorni nostri come un recipiente da sballo e consumismo.
Il fine è di far capire che i giovani in questo caso vengono considerati come persone che ascoltano, ragionano, e sanno divertirsi e non come oggetti del consumismo.
In questo caso bisogna mettere a disposizione un luogo di aggregazione conosciuto da sempre come luogo di divertimento proprio per far capire che qualcosa sta cambiando e deve cambiare senza andare a reprimere quelle che sono le volontà primarie dei giovani.
l'appuntamento viene fissato una volta al mese di venerdì sera ed è caratterizzato da un input:
“Il viaggio in una città europea”
In questo modo si vogliono abbracciare tutti quei movimenti artistico-culturali pronti a dare un impronta moderna e reinterpretativa di quelle che sono le caratteristiche intrinseche di una città.
l'arte contemporanea, l'architettura, la fotografia, il cinema e la musica sono i movimenti che ci aiutano a dividere lo spazio all'interno del locale al fine di creare una sorta di mostra che susciti un interesse immediato di confronto e uno futuro di scoperta.
Venerdì 14 dicembre Parigi sarà il nostro input, l'adrenaline di Reggio Emilia il nostro luogo, farvi divertire il nostro scopo.
Vi aspettiamo dalle 22:00 con l'aperitivo e buffet offerto, per rimanere insieme fino alle 03:00 con il party esclusivo della mostra.
Per info:
340 8120414
29 novembre 2007 · Categoria: Senza categoria
Autore: Cinzia Bomoll
Titolo: Lei, che nelle foto non sorrideva
Casa Editrice: Fazi Editore
Figlie di una generazione violenta, trasgressiva, del “voglio e posso”, le due protagoniste di questo libro, Ester ed Alice, legate nell’anima da una dipendenza reciproca e feroce, si trovano a crescere condividendo i difficili momenti dell’adolescenza, in un paesino nebbioso e anonimo della provincia di Bologna, tra adulti chiusi come pietre e adolescenze che vivono accasciate, tra le macchine e i bar dell’Arci, le ombre fisse statiche ai bordi della strada, le carambole delle due sorelle ad inseguirsi impazzite, gli urti violenti, per finire negli stessi buchi neri, inghiottite dall’insoddisfazione, dalla noia, dalla rabbia, dalla voglia di vita e di amore, e da questa incapacità di crescere e superare l’adolescenza.
Sin da piccole sono definite “identiche sputate” ma, sebbene siano gemelle, tra di loro c’è una differenza abissale, non tanto nell’aspetto fisico, quanto nel carattere. Ester è fragile, insicura e cerca di superare la perenne insoddisfazione rincorrendo l’approvazione degli altri e assumendo atteggiamenti provocatori. Dietro tanta trasgressione si cela un animo malato e autolesionista che la porterà più volte a mettere in scena suicidi e a punirsi tagliandosi con vetri e lamette. Alice, più forte e risoluta, vive l’instabilità della sorella in modo contraddittorio: a volte la irrita, a volte diviene eccessivamente protettiva, cercando di tutelarla da scomode verità e da pressioni maschili. Si mischiano rabbia e dolcezza, morte e tanta voglia di vivere. Tra musica alternative rock e atmosfera dark la vita delle sorelle si snoda in modo avvincente all’interno di un quadro reale della società odierna: giovani afflitti da una quotidianità desolante e da famiglie disinteressate, ragazzi che si buttano su droga e alcool per affrontare noia e problemi, desiderio di riscatto da una società pronta ad etichettare in base allo status sociale, l’abbigliamento, gli atteggiamenti, perfino per la musica che si ascolta.
Un libro pervaso da un’oscurità sanguinante e da un senso di nostalgia asfissiante, grigio fitto come la nebbia dalla prima all’ultima riga.
26 novembre 2007 · Categoria: I miei reportage
Quest’estate, non avendo trovato un lavoretto estivo, fu un estate fiacca: niente da fare tutto il giorno!
Fortunatamente il comune mi chiamò per un progetto del quale avevo dato disponibilità tanto tempo prima; il Digital Divide, che in sostanza consisteva nell’insegnare agli anziani ad utilizzare il PC, un corso che si è svolto al centro Spallanzani, noto come gli Orti per il piccolo appezzamento di terra che viene concesso in prestito agli anziani (un orto, per l’appunto).
Frequentando il centro Spallanzani ho imparato alcune nozioni sui programmi basati su linux, un’alternativa al colosso windows che notoriamente riesce a funzionare sui computer più antiquati; quindi, mi era venuta da un po’ l’idea di rimettere in funzione il vecchio computer che avevo in solaio.
Un viaggio nella polvere e tirai fuori questo computer vecchio di sei anni.
Una qualche scheda nuova, una decina di notti passate al PC ed alla fine (con un GROSSO aiuto da parte di Benati) il PC era pronto. Non è il massimo della fluidità, ma per un processore di sei anni fa gridare al miracolo (ringrazio Benati per avermi letteralmente regalato un hard disk; l’originario era rotto da tempo).
Quindi, il PC è nato un po’ per la mia voglia di testare su strada ciò che avevo imparato al centro un po’ per dimostrare che volendo riuscivo a fare qualcosa di buono.
Poi, dissi a Gianni che volendo potevo prestarglielo. Lui mi rispose che finché c’erano i PC al centro Spallanzani così vicini a casa sua non ne aveva bisogno.
Gianni è così; a nulla sono servite le mie lunghe frasi su tutto quello che poteva fare con un computer a casa, lui insiste nel affermare che non è ancora il momento, prima vuole diventare più bravo.
Ma cos’ altro posso insegnargli? Sa navigare su internet, presto userà Skype (il noto programma per chiamare dal web a costi modici), padroneggia già il programma di videoscrittura, spesso lo vedo su Google Earth a visitare virtualmente alcune località “Poi ci vado con un volo last minute” mi dice spesso!
è già capace di utilizzare i programmi di file sharing più comuni e veloci (tanto per intenderci Emule e bittorrent), inoltre ha già la sua casella di posta.
Ho notato come tutti i frequentatori del centro utilizzino il PC per ottenere informazioni aggiuntive sui propri interessi e in tutto e per tutto in funzione di essi. Infatti, Ermanno Veronesi, un altro mio alunno (che soddisfazione poter dire alunno!) praticamente spedisce solo email e gioca a solitario…
C’è chi cerca un approccio semplificato, o come Gianni che cerca un approccio che gli consenta di imparare il più possibile sul mondo computeristico.
Il sistema operativo (Edubuntu) da noi scelto ci permette pienamente di raggiungere questi obiettivi, un sistema che funziona anche su terminali vecchissimi e non ha nulla da invidiare alle produzioni a scopo di lucro.
Totalmente gratuito, i sistemi Linux vanno incontro ai bisogni dell’ utilizzatore medio del PC.
Un unico neo che ho potuto notare è la totale incompatibilità con i programmi nati per Windows, la maggior parte (per non dire quasi tutti!).
Comunque, mi capita spesso di beccare Gianni a vedersi i video del tour de France su Youtube; infatti esso è un gran cicloturista, difatti io rimango sempre stupito dai giri che lui fa in bicicletta. Ditemi voi se ad “anta” anni si può avere il fisico per andare da Reggio ad Albinea oppure Casina in bicicletta!
Esso vuole a tutti costi sfruttare i viaggi last minute. Lui (e non solo) è convinto che questo sia il metodo di viaggiare del futuro; mi ha fatto scrivere una lista di siti che offrano viaggi last minute in modo da arrivare pronto all’estate!
è questo il principale motivo per cui si è avvicinato ai PC.
Per me Gianni è come un conoscente, ci capita spesso durante le lezioni di metterci semplicemente a chiacchierare del più e del meno, più o meno come posso fare con un mio amico.
Poter aiutare questi anziani un po’ arzilli per me significa molto, poter dire a me stesso che sto facendo qualcosa di utile è veramente una soddisfazione, soprattutto il sapere che a me non viene in tasca niente amplifica tutti questi sentimenti.
Infatti, sono giunto alla conclusione che anche se il progetto Digital Divide al centro Spallanzani venisse abbandonato sono convinto fermamente che una volta portato il PC di cui sopra a casa sua continuerei le lezioni alla sua abitazione.
Detto questo mi sembra superfluo aggiungere che intendo continuare a seguire il progetto anche durante l’anno scolastico, ovviamente la scuola avrà la precedenza ma penso di poter gestire sport, centro e scuola contemporaneamente.
Il Digital Divide mi sembra un progetto veramente interessante; che credo verrà presto ridimensionato: a detta di Benati a breve dovremmo avere rinforzi dal Bus, la scuola d’informatica che probabilmente ci fornirà un certo numero di studenti che ci aiuteranno nel progetto.
Sono molto contento di questo, infatti poteremmo seguire un numero maggiore di anziani, e ne sono molto felice: le tecnologie vengono per aiutare; tutto e tutti, e non vedo perché gli anziani debbano non poter usufruire delle tecnologie che ci hanno semplificato la vita.
Infatti, spesso gli anziani sono intimoriti od addirittura messi in soggezione dalle tecnologie, e non c’è cosa più brutta di questo; io mi oppongo a questo e cerco quindi di attenuare questo fenomeno e questo progetto me ne ha dato l’opportunità.
Questo progetto, oltre a permettermi di aiutare degli anziani ha permesso di aiutare me stesso aiutando gli altri; e credo che non ci sia cosa più bella di questo.
26 novembre 2007 · Categoria: Prima Pagina
Ciao Ragazzi/e!
Siete dei giovani con grande spirito d’iniziativa? O siete semplicemente curiosi di conoscere le tante culture presenti nella nostra Reggio sempre più multietnica?
Allora fate proprio al caso nostro!!!
Il Centro Mondinsieme chiede la vostra collaborazione per le numerose iniziative che organizza per favorire lo sviluppo delle relazioni interculturali: occasioni d’incontro o veri e propri progetti che contribuiscono a promuovere la “cultura del dialogo e dello scambio” tra persone con origini diverse (italiane e non).
Il primo appuntamento per cui vorremmo coinvolgervi è l’iniziativa “Due Calci al Razzismo” evento interculturale/sportivo di riflessione contro le discriminazioni e a sostegno della cultura del dialogo. Questa iniziativa promossa dal Comune di Reggio è inserita nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sui diritti dei migranti che culminerà il 18 dicembre – Giornata Internazionale dei migranti sancita dall’ONU.
In questa giornata, organizzata dalla società sportiva UISP e Mondinsieme, si terrà un torneo di calcetto: i partecipanti saranno i membri delle associazioni di cittadini stranieri; le partite di calcetto verranno alternate a momenti di intrattenimento ad opera di cittadini che vogliano mettersi in gioco con esibizioni canore, performances danzanti o di altro tipo. All’interno del palazzetto, le associazioni di cittadini stranieri potranno allestire dei banchetti per promuovere le proprie attività e il proprio paese d’origine.
Alla fine del torneo avverrà la premiazione dei vincitori.
Quando: Domenica 16 Dicembre
Orario: Dalle 10.00 alle 19.00
Luogo: Palazzetto dello sport “Bigi” Via Guasco 8
Impegno: la disponibilità a collaborare nell’allestimento dei banchetti informativi delle associazioni di stranieri, nella gestione del torneo di calcetto a squadre miste (stewart/maschere), promozione dell’iniziativa nei giorni antecedenti all’evento, esibizioni musicali/canore e performances danzanti per intrattenere e sostenere l’iniziativa nel corso della giornata
Monteore: 9 ore, 3 punti per ogni ora
Informazioni ed adesioni: se avete deciso di prendere parte a questa iniziativa potete contattare:
- Per Mondinsieme: Chiara Reverberi e Mahta Woldezghi 0522/456250 e 0522/456525, mail chiara.reverberi@municipio.re.it, mahta@municipio.re.it
- Per l’Ufficio Giovani: Elisabetta Zen 0522/456593, mail elisabetta.zen@municipio.re.it
P.s. Preparatevi perché nel corso di tutto il 2008 lanceremo diverse leve legate alle iniziative che promuoviamo come: Mondinpiazza, il Mondo tra i fornelli, laboratori interculturali nelle scuole, campagne di sensibilizzazione (spot tv), articoli per la pagina Speciale Mondinsieme (Gazzetta di Reggio), laboratorio teatrale, conversazioni in lingua italiana/altre, assistenza informatica alle associazioni di stranieri…e tante altre!
25 novembre 2007 · Categoria: Prima Pagina
“ Salve signori, acquistando XXXXXX potrete anche partecipare al concorso natalizio dove in palio ci sono 900 IPod della Apple e 135 TV LCD SONY da 40” basta inviare un semplice SMS al numero scritto sulla cartolina!……”
Ciao a tutti, da circa un mese i miei week end iniziano con questa frase che fa parte della dialettica, diciamo, del mio “nuovo” lavoro: quale lavoro??? vi starete chiedendo!!!???? bene ve lo spiego subito: la PROMOTER.
Inizialmente vi dico che ho deciso di scrivere un breve articolo al riguardo perchè voglio riportarvi la mia esperienza e voglio spiegarvi come funziona questo mondo che tutti o comunque la maggior parte delle persone guardano con sospetto.
PROMOTER significa o meglio è colui o colei che si occupa della promozione commerciale di un prodotto o del lancio di un cantante, o di un attore, o di un evento culturale, o teatrale, o di tecnologia, o di alimentari e simili.
Parlando del mio lavoro dico che mi piace molto nonostante il mio essere prevenuta….[è da Luglio che ci penso…eh eh eh] e le diverse critiche che ho ricevuto da alcuni miei conoscenti e amici; Vi spiego il perché di questa mia scelta, il perché mi piace e come ne sono venuta a conoscenza.
Tramite alcune amiche ho scoperto questa nuova professione e volendo cambiare lavoro giusto per poter avere maggior tempo da dedicare allo studio prendendo qualche soldino in più e in tempi meno lunghi, mi sono fatta spiegare il suo svolgimento che mi ha incuriosito e di conseguenza ho cominciato a navigare su internet giusto per farmi qualche altra idea onde evitare di andare completamente allo sbaraglio: ho cominciato con il leggere diversi annunci, differenziandoli per richieste, tipi di agenzia, figura richiesta e poi ho cominciato a leggere diversi forum dove altre ragazze hanno riportato le loro esperienze, da promoter ed hostess, diverse e molto utili; Questa ricerca mi ha aiutato ad orientarmi nel mondo delle promozioni (di ciò ne sono molto contenta), che non sembrerebbe ma può essere anch’esso spietato, inoltre questo rappresenta il mio punto di partenza. Il ruolo di promoter mi piace perché: ogni volta si incontrano persone diverse per età, per stili di vita, per gusti con cui si possono scambiare, se si presenta l’occasione, due battute è vero che si passa quattro oppure otto ore in piedi per pochi soldi (…. che poi dipende) ma almeno, in particolare con la promozione che sto svolgendo in questi week end, in cambio ho soddisfazione e anche molta, alla sera posso uscire senza problemi rispetto ad altri lavori che ho preso in considerazione più volte in periodi precedenti, durante la settimana ho la possibilità di studiare tranquillamente ed inoltre ho anche la possibilità di, studiando “Comunicazione & Marketing” (in Caserma Zucchi) mi è utile anche se in parte, vedere come lavorano le agenzie che si occupano di marketing operativo [vedere nota in fondo alla pagina] e le metodologie di lavoro dei diversi punti vendita come per esempio Conad, Ipercoop – Coop e Ipersidis: credetemi essendo semplici clienti/consumatori molte cose sono a noi sconosciute!.
L’attività, nel mio caso, della promoter non è quella di “fregare la gente” come molti possono pensare ma ben sì è quello di mostrare alle persone e in particolare mi riferisco ai consumatori dei supermercati ed ipermercati svolgendo qui la mia attività, un nuovo prodotto oppure un concorso legato ad un prodotto: vi chiederete dov’è la fregatura??? io vi rispondo che la fregatura non c’è perché solitamente i concorsi vengo fatti a livello nazionale quindi voi non sarete gli unici a comprare quell’articolo e poi potete acquistarlo lo stesso perché in genere è richiesta una quantità minima d’acquisto esempio “se compri 6 bottigliette di XXXX bevanda ti do la cartolina e puoi partecipare al concorso”…se ne acquisti solo una hai lo stesso la bevanda e non partecipi al concorso!!!!… abbastanza palese no!!!!????? Chiaro che se si parla di un nuovo prodotto e magari anche di un marchio sconosciutissimo le persone, quando se lo trovano di fronte, sono molto scettiche giustamente perché il cambiamento è difficile da accettare visto che ormai sappiamo le conseguenze delle nostre abitudini ma ciò può essere anche, per un certo senso, sbagliato perché non sempre i cambiamenti rappresentano delle fregature ed a mio parere è sempre meglio essere informati in qualsiasi situazione ci possiamo trovare.
Inoltre esistono diverse tipologie di promoter in base al settore in cui si opera esempio se promuoviamo un evento musicale siamo promoter musicale, se invece si presta servizio durante uno spettacolo teatrale si è promoter teatrale o nel linguaggio specifico si fa la Maschera. Diverso ancora, anche se molte persone confondono i due termini, è la figura di Hostess. La diversità tra queste due figure sostanzialmente consiste nella paga e nell’attività da svolgere: anche qui esistono differenti tipologie esempio hostess d’immagine come le ragazze che vedete durante il moto GP per televisione oppure esistono le hostess fieristiche e le hostess congressuali che trovate durante le fiere e i congressi per distribuire materiale vario come volantini o le cartelle con fogli, penne e depliant informativi ecc… ecc…
Concludo fornendo alcune informazioni e consigli in relazione alla figura di promoter: per chi vuole iniziare questa professione consiglio caldamente di contattare un’ amica o comunque una persona che conoscete e che fa già questo lavoro, fatevi dare il numero dell’agenzia per cui lei lavora e presentatevi all’agenzia come amiche di XXXXX persona: semplicemente perché così potete avere una base di appoggio se ci sono dei problemi con l’agenzia e non rischiate di non essere pagate (… alcune agenzie fanno le furbe), chiaramente più agenzie riuscite a contattare meglio è perché così avete più possibilità.
Inoltre vi consiglio di consultare siti per poter avere informazioni e leggere di altre esperienze in modo da orientarvi ed avere una vostra opinione: va bene accettare subito ma va bene anche far lavorare un po’ di materia grigia del proprio cervellino…eheheheheh… evitando così brutte sorprese e cercando cercando si può trovare un ottima offerta!!!!. Alcuni dati:
- www.studenti.it (sezione lavoro) : possibilità di ricerca di annunci, se iscritte potete inserire il vostro CV rispondere e chiedere informazioni nei diversi forum, valido sia per hostess sia per promoter
- le diverse agenzie di lavoro di Reggio: basta entrare chiedere se c’è qualcosa come promoter o simile e loro vi daranno una mano, sicuramente vi chiederanno di iscrivervi (gratuitamente)
Infine spero che qualcuno di voi possa fare la mia stessa esperienza e per altre informazioni o chiarimenti sono a disposizione.
Nota: Il Marketing operativo è la parte finale dell'intero processo di marketing, a monte del quale ci sono le fasi di marketing analitico e marketing strategico. La componente operativa del marketing ha il compito di realizzare concretamente le strategie definite nelle fasi precedenti. Le caratteristiche:
- orientamento all'azione
- opportunità esistenti
- ambiente stabile
- comportamento reattivo
- orizzonte a breve termine
- responsabilità della funzione di marketing
La combinazione di strumenti operativi che un'impresa decide di utilizzare per il raggiungimento dei suoi obiettivi strategici è detta marketing mix. Secondo un modello molto utilizzato, le componenti del marketing mix possono essere suddivise in quattro grandi categorie, dette le “quattro P”:
- le caratteristiche del prodotto o servizio progettato per soddisfare le esigenze di un determinato gruppo (segmento) di consumatori
- le politiche di prezzo adottate; il prezzo rappresenta il corrispettivo in denaro che il consumatore è disposto a pagare per fruire di un determinato bene o servizio.
- a distribuzione commerciale (placement), ovvero i canali attraverso cui l'impresa porta il prodotto ai diversi target di consumatori.
- le attività di comunicazione (promozione) attraverso cui l'azienda cerca di far conoscere e apprezzare la propria offerta.
25 novembre 2007 · Categoria: Eventi
Dopo aver calcato numerosi contesti espositivi raccogliendo consensi positivi, approda in provincia di Reggio Emilia la mostra VITE NEGATE. Questa volta, si tratta di un progetto complessivamente intonato al reportage sociale, sviluppato attravrso una raccolta di immagini che affrontano una realtà scomoda, spesso dimenticata oppure volutamente ignorata: la vita in canile.
La mostra sarà aperta presso la Sala Civica del Comune di Rubiera – Reggio Emilia via Terraglio presso parco Don Andreoli, dal 1 al 22 dicembre tutti i sabati e domeniche dalle 10.00 – 12.30
21 novembre 2007 · Categoria: Senza categoria
Titolo: I Vicerè
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: storico-drammatico
Durata: 120 min.
Regia: Roberto Faenza
Cast: Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca, Cristiana Capotondi, Guido Caprino, Lucia Bosè
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 09/11/2007
E un vero peccato che un film come “I Vicerè”, forse a seguito della stroncatura da parte della Festa del cinema di Roma, stia passando pressoche inosservato. E un peccato perchè, pur penalizzato dal difficile paragone con il “Gattopardo” di Visconti, non è affatto un pessimo o noioso film. Diciamo che fa riflettere, dal momento che la storia della famiglia Uzeda, nobili discendenti dei Vicerè di Spagna, non suona del tutto lontana e inconcepibile per noi. Soltanto che è tratta da uno dei più importanti romanzi del '900, l' omonima opera di De Roberto ed è ambientata in Sicilia nella metà dell' '800. Eppure, attraverso le vicende di questa famiglia potente, capiamo che allo sfarzo dei palazzi si contrappone la miseria morale dell' epoca, ogni tipo di corruzione e la crudele soppraffazione di chiunque
sia sotto il proprio potere, povero o parente che sia, come dimostra il personaggio di Teresina. Purtroppo un mondo non del tutto dissimile da quello in cui viviamo. Si, oggi si è perso il soffocante senso dell' onore della famiglia che portò a ingiustizie e soppraffazioni all' interno di essa, ma forse il quadro generale non è diverso. Cosi sembra dirci la sapiente regia di Roberto Faenza e soprattutto un' ottima sceneggiatura al servizio di bravi interpreti.
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