Pensieri sull'Agorà
Progetto grafico:
Winston Wolf
Progetto tecnico:
Certhidea
In collaborazione con:
Mpaliza Balagizi (Newsletter)
Simonetta Bersani (Forum)
Patrizia Grasselli (Consulenza Tecnica)
Intellecto (Carta Giovani)
Proiezioni di film d’autore a cura dell’Ufficio Cinema dalle 21.00 alle 02.00 – 3 repliche
Mercoledì 26 settembre 2007 alle ore 10.00, a Reggio Emilia , presso la sede universitaria di viale Allegri 9 , sala riunioni secondo piano, si terrà un incontro informativo sulle modalità di partecipazione al bando di concorso per l’assegnazione di 14 borse di studio per tirocini all’estero nell’ambito del Programma Leonardo da Vinci.
L’incontro è organizzato dagli uffici per l’orientamento al lavoro dell’Università e di Arestud.
Sabato 15 settembre, alla Rocca di Scandiano, si è tenuto l’incontro “Cina di ieri Cina di oggi” organizzato da Intercultura per promuovere e far conoscere quella che è una delle sue più recenti aggiunte al programma di scambio annuale. Come freschi returnees dall’esperienza anno Cina io e altri 6 ragazzi eravamo ovviamente presenti, e siamo poi intervenuti nel corso della programmazione. Gli interventi sono stati di diversa natura, si è passati dalla storia all’economia, dai cinesi in Italia agli Italiani in Cina. Il quadro che ne è uscito è complesso, e credo anche in parte un po’ contraddittorio, forse a causa dei molti e diversi punti di vista.
Dopo il discorso di benvenuto del sindaco e dell’assessore si è parlato di storia, osservando come la Cina abbia in un passato recente sostenuto guerre e scontri che hanno portato a delle perdite umane non indifferenti (e che nonostante tutto rappresentano una percentuale minima della popolazione). Interessante soprattutto perchè ha messo in luce aspetti storici che non sono molto noti, forse perchè a noi non piacciono tanto, dato che non rendono molto onore alle potenze occidentali. Lo sapevate voi che furono gli inglesi a portare e favorire la diffusione e il commercio dell’oppio in Cina? E che, nel XIX secolo, fecero guerra alla Cina pur di riuscire ad infiltrarne il mercato? Sembra strano pensare che solo un secolo e mezzo fa la Cina, nonostante tutte le pressioni esterne, era un paese che non era minimamente aperto al commercio internazionale, anzi non voleva proprio farne parte. E che dire di noi europei, che dopo aver aperto con la forza i commerci due secoli fa, adesso cerchiamo di porre più barriere possibili all’enorme flusso di merci provenienti dall’Oriente?
Altra verità taciuta in Occidente è quella che la buona parte delle scoperte del passato in campo scientifico di cui andiamo tanto fieri fu fatta, con largo anticipo da qualche sconosciuto (per noi) scienziato cinese. Per citarne una: il pi greco (3,14 tanto per intenderci) fu scoperto da un matematico cinese quattro secoli prima che lo scoprisse Archimede. Questo non vuol certo dire che Archimede avesse rubato l’idea, non si vuol certo togliere onore al merito, solo invitare a riflettere, a riconsiderare un popolo e una cultura spesso sottovalutati, o visti soltanto in chiave di punti di PIL.
A seguire un breve decalogo delle “10 regole da non scordare mai se si vuole fare affari con i cinesi”, che ha fornito, per gli ascoltatori attenti, alcuni spunti di riflessione.
Molto interessante anche l’intervento di due cinesi, Matteo e Ofelia (a noi può far ridere che i cinesi usino soprannomi Italiani, ma a loro fa molto più ridere come pronunciamo i loro nomi cinesi), mediatori culturali che hanno parlato della loro esperienza in Italia. E qui si è avuta l’occasione di osservare il nostro stile di vita da un punto di vista diverso, e per certi versi un po’ scioccante. Dopotutto forse non molti erano preparati a sentirsi dire che la nostra è una cucina molto grassa, che le nostre città sono molto inquinate, che il clima non è dei migliori e che la maggior parte degli italiani è vittima di luoghi comuni assolutamente infondati sulla Cina.
A concludere l’intervento di noi ragazzi sulla nostra esperienza, che ci ha permesso di chiarire alcuni di quelli che sono i dubbi e le domande che la gente si pone quando pensa a quel grande punto di domanda che è la Cina, inframezzando qualche curiosità e aneddoti.
Finito l’incontro non so esattamente che impressione avessero ricavato della Cina quelli che erano presenti, ma mi è sembrato che in generale l’atmosfera fosse di interesse e apertura al dialogo, e in molti si fermati a chiacchierare al generoso buffet a base di prodotti tipici della cucina nostrana e, ovviamente, cinese.
Anche una nuova squadra reggiana di pattinaggio artistico – la Regium 2007, sodalizio nato dall'unione delle società Olimpia Vezzano, l'Arena Montecchio e GS Budriese – parteciperà dal 28 ottobre al 10 novembre ai Campionati mondiali che si terranno in Australia. La Regium 2007 si è presentata questa mattina in Provincia alla presenza dell'assessore provinciale allo Sport Gianluca Chierici e della vicepresidente della Regium 2007, Giovanna Navelli.
La Regium 2007 è nata nel novembre dello scorso anno raccogliendo 25 atlete provenienti dalle tre società della provincia. Pur in assenza di allenatori e coreografi, le ragazze sono riuscite a dar vita a 'Disco Dancing', una avvolgente coreografia ballata su alcuni successi della disco-dance degli anni Settanta con la quale hanno debuttato ai Campionati di Federazione, nella categoria Sincronizzato Senior, conquistando nel marzo scorso il titolo regionale e il terzo posto ai Nazionali e, in aprile, uno splendido sesto posto agli Europei di Oporto, dietro alle fortissime tedesche, lasciandosi alle spalle le formazioni dei padroni di casa e dei cugini francesi.
Ora la Regium 2007 è attesa dall'avventura mondiale a Gold Coast, in Australia, affascinante località balneare a un'ottantina di chilometri da Brisbane. “Peccato che la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio non preveda alcun rimborso-spese per questa impegnativa trasferta – ha detto Giovanna Navelli – Cerchiamo quindi sponsor che possano aiutarci a far fronte ai costi ed alleggerire l'impegno economico richiesto alle ragazze, alcune delle quali ancora studentesse”.
“l'incontro di oggi ha dunque una doppia valenza – ha aggiunto l'assessore Chierici – Far conoscere una realtà sportiva che, per i risultati ottenuti e l'impegno profuso, merita certamente grande attenzione, ma anche rivolgere un appello al mondo economico reggiano perché sostenga la Regium 2007, aiutando non solo queste ragazze a non riunciare all'occasione della loro vita partecipando ai Mondiali, ma cogliendo anche l'opportunità di farsi conoscere in occasione della prestigiosa rassegna iridata”.
Ai Mondiali australiani parteciperanno soltanto 18 formazioni da tutto il continente, tre delle quali italiane e la nostra provincia – che da sempre vanta una gloriosa tradizione in questa disciplina – oltre che dalla neonata Regium 2007, sarà rappresentata anche dallo storico Skating Club Albinea. “Con loro siamo in ottimi rapporti, tanto che possiamo dire che parteciperemo insieme ai prossimi Mondiali per tenere alto il nome di Reggio, anche se Albinea, a differenza nostra, può decisamente puntare al podio, che auguriamo loro davvero di cuore di conquistare”, ha detto Giovanna Navelli. Per la Regium 2007 la sola partecipazione ai Mondiali è un trionfo: “Quando nemmeno un anno fa questo gruppo di pattinatrici di diversi paesi reggiani, ognuna con una esperienza agonistica alle spalle tra i dieci e vent'anni, iniziò a pensare di creare una nuova squadra, nessuna di loro avrebbe certamente immaginato di arrivare così in alto in così breve tempo – ha aggiunto la vicepresidente della Regium 2007, nome scelto dalle stesse ragazze una sera in pizzeria – Pensare che non hanno nemmeno una allenatrice ufficiale e una coreografa, ma solo una specie di “capoclasse”, Carlotta Montanari, e ognuna porta il proprio contributo: la loro forza, probabilmente, è proprio questa”.
Le atlete della Regium 2007
Queste le 25 atlete che fanno parte della squadra di pattinaggio Regium 2007 e che hanno partecipato alle gare regionali e nazionali. Dal GSD Olimpia Vezzano provengono Anusca Vescovi, Carlotta Montanari, Caterina Montipò, Elena Guidetti, Elisa Bernieri, Francesca Fontana, Greta Righi, Livia Guarnieri, Sara Balasini, Silvia Preti, Simona Guarnieri e Valeria De Pol. Dalla Polisportiva l'Arena di Montecchio arrivano Alice Bonini, Anna Incerti, Daniela Quintavalla, Elena Spagni, Eleonora Fontana, Elisa Musoni, Erika Elefanti, Francesca Novellani, Ilenia Cilloni, Margherita Barbieri, Valentina Bonazzi e Rosalia Di Leve. Completa l'organico Annica Mantovani della GS Budriese. Tutte parteciperanno ai Mondiali, tranne Guidetti, Balasini, Guarnieri, Bonini, Novellani, Bonazzi e Di Leve.
“Il Lampione”
Il lampione è solo,
vive per gli altri,
è comandato dagli altri,
non esisterebbe se non ci fossero gli altri,
ogni tanto qualcuno ci si appoggia con la schiena, si accende una sigaretta e pensa a uno dei tanti problemi della vita e sorridendo se ne va,
nell’oscurità,
nel buio,
da cui tutto nasce e dove tutto muore,
ma lui non può muoversi
né parlare né guardare,
però ascolta,
si! ascolta,
i sospiri e i sussulti,
le urla soffocate e le parole dolci sussurrate a voce debole ma forte,
come per dire ciò che ti dico è solo nostro, mio e tuo, di nessun’altro,
e lì,
dove il lampione è stato messo,
non succede mai niente,
la gente vaga cercando una meta imprecisa nella follia quotidiana,
ma che cos’è la follia?
forse è stare sempre nello stesso posto,
vivere di notte,
riposarsi di giorno,
ascoltare ma non guardare,
non mangiare,
non amare,
non parlare,
non sentirsi vivi,
è questa la follia?
è essere un lampione la follia?
e poi in fondo il lampione è simile all’Uomo,
sta’ lì fermo dove l’hanno messo,
ogni tanto ascolta,
ma non guarda,
non parla,
non ama,
non vive,
emette luce propria,
ma non lo fa per illuminare gli altri,
lo fa solo per fingere di sentirsi vivo,
in cuor suo pensa “hey, guardatemi, sono qui, sono vivo, vi vedo!”,
ma sono gli altri che non vedono te,
ognuno ha da pensare ad altri mille suoi problemi,
figurati se ha il tempo di pensare anche ai tuoi,
ne ha già abbastanza dei propri,
e così l’Uomo si guarda intorno,
la strada è piena di gente,
ma intorno a lui è deserto,
non c’è nulla,
a parte una piccola figura in lontananza,
che sembra sollevarsi in volo,
ma poi ricade penzoloni,
sembra stanca,
quasi avvilita,
dalla monotonia della vita,
e quella figura, proprio quella piccola figura,
sembra proprio… ma sì! certo!,
è un lampione,
che come te cerca un sorriso, uno sguardo, ma anche solo un sospiro, di qualcuno che si avvicina, ti illude di vita, e poi se ne va, veloce com’è arrivato,
e quel sospiro basta per riempirti i polmoni, la mente e il cuore,
e così lui si avvicina al lampione, e cullati insieme dalla Notte,
si accorgono che ognuno,
in questo immenso bosco insidioso,
è solo e invisibile.
“Il Randagio”
Parlami di te,
dei tuoi piedi stanchi
quante strade tentate prima di decidersi e andare avanti,
Parlami di te,
dei tuoi vestiti
eleganti, pieni di buchi, sempre più saggi,
Portami con te,
nei paesi oltreconfine
dove la gente non parla la mia lingua ma il rispetto e la civiltà mi fanno sentire a casa,
Portami con te,
dove la Natura è ancora venerata
e l’umiltà e la sete di conoscenza sono ancora dei pregi,
Insegnami,
ad assaporare la strada
e ad ascoltare le melodie del viaggio,
Insegnami,
a piangere d’amore
per ogni donna amata un giorno e poi tramonto.
Ovunque tu sia e chiunque tu sia, mio caro Amico, sappi che qui un letto c’è sempre stato e sempre ci sarà ad accoglierti, la tua Voce Errante e le tue Storie Calde come il sole africano saranno la mia culla.
“Lunedì 7 agosto 2006”
Sole penetrante,
piede freneticamente in movimento,
mano tesa,
caldo nervoso,
compiti incompiuti.
La matita mi legge dentro e scrive autonomamente i pensieri e le vibrazioni che emano.
Tardo pomeriggio,
involontaria sfaticaggine,
mente zelante,
muscolo assopito,
progetti? bah!
ideali? bah!
programmi? bah!
sonnellino? mmm…
siii……..
“Dolce Sofferenza”
Estese croste ricoprono le mie mani
nere come la pece
ruvide al tatto e veleno a l’olfatto,
se le tocchi ti paiono viscide e piene di crepe
tieni la mano leggera e ti daranno
un senso di morbidezza,
se chiudo la mano a pugno per la rabbia
crosta dopo crosta scricchiola
e il sangue tinge il palmo,
le riapro e vedo il sangue denso
come martellata di mirtilli,
dolce alla vista, melenso all’udito
il suono di una goccia sul pavimento.
E resto li
Con l’incubo in mano
Ad assaporare questo momento di
Dolce sofferenza
Nella grande maggioranza dei casi i giovani sono ospitati in famiglia. A Lanciano i ragazzi arrivati da Reggio Emilia
Dal Nostro Inviato A Lanciano (Chieti) Gianni Santamaria
Due letti richiudibili. l'aria condizionata. Una bella cena a base di pasta con le verdure e carne, niente di tipicamente abruzzese a parte il vino Montepulciano, ma tanta sostanza, per rifocillare le stanche membra emiliane. Ogni confort, insomma. Solo l'ascensore non sono riusciti a metterlo in tempo Giampaolo Micolucci e Maria Concetta Zulli. Perciò Jacopo Buldrighini e Mauro Pedroni si sono fatti tre piani a piedi. Niente a confronto degli oltre 500 chilometri che separano Reggio Emilia da Lanciano, in provincia di Chieti. Distanze geografiche che si accorciano grazie alla fede. E al tavolo della famigliola abruzzese approdano i due ospiti, che vengono dalla parrocchia dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria di Montecavolo, a dieci chilometri dal capoluogo.
Fanno parte della delegazione di 400 giovani dell'Agorà ospiti dell'arcidiocesi di Lanciano-Ortona in attesa dei giorni di Loreto. Uno ha 21 anni ed è studente di ingegneria, l'altro accompagna il gruppo ed è un educatore di 46 anni che porta avanti un'impresa edile. Insieme ai 310 reggiani sono approdati nell'entroterra adriatico un'ottantina di cremaschi e nove ospiti stranieri, cinque austriaci e quattro finlandesi.
Giampaolo e Maria Concetta – 35 anni lui, 34 lei, un bimbo di due anni e mezzo, Paolo – fanno parte del Rinnovamento nello Spirito.
Ora anche del consistente gruppo di 250 famiglie lancianesi e ortonesi che stanno accogliendo i 400 ospiti. «Per noi accogliere fa parte della spiritualità familiare. E così partecipiamo a un avvenimento che vede sì i giovani protagonisti, ma che è di tutta la Chiesa, accogliendo i pellegrini facciamo anche noi il pellegrinaggio» – spiega Giampaolo, commercialista, mentre Maria Concetta è insegnante di filosofia, al momento impegnata nel sostegno. Entrambi hanno delle Gmg dietro le spalle: Czestochowa, Parigi e Roma per lui. Le ultime due per lei.
Giovani o meno giovani, la risposta delle famiglie di Marche, Abruzzo, Umbria e Romagna è stata forte . Secondo gli organizzatori, infatti, ben l'82% dei giovani dell'Agorà troverà posto in una casa in questi giorni. Qui a Lanciano si sono ingegnati. Hanno addirittura pensato ai celiaci e così due partecipanti, affetti da questa intolleranza alimentare, sono stati ospitati in un famiglia di Ortona con lo stesso problema (anche i menù della mensa attiva nella tre giorni preparatoria terranno conto della presenza di glutine). C'è stato anche un eccesso di richieste. Tanto che qualche nucleo con rammarico è stato costretto a rinunciare. Una ventina i volontari impiegati nel distribuire i pullman nella varie destinazioni, quasi tutti ventenni. Con altri 35 coetanei della diocesi si aggiungeranno agli ospiti per la via verso Loreto, verso l'incontro con Benedetto XVI. Lo racconta il responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Lanciano-Ortona, Roberto Di Matteo, anche lui 34 anni e padre di un bimbo di sette mesi. Non c'era ancora, quando iniziavano gli incontri preparatori. C'è stato un cammino insieme, durato più di un anno con tre incontri tra reggiani e lancianesi. «Per costruire un momento nel quale siano davvero i ragazzi a raccontarsi» – spiega don Luigi Rossi, «collega» di Roberto nella diocesi emiliana. I reggiani parleranno di carità e missione, con l'aiuto di rinforzi che arriveranno domani dall'Emilia per la catechesi. Saranno 50 giovani e religiosi delle Case della carità, una congregazione nata in loco. Mentre oggi saranno i padroni di casa a tenere una catechesi sull'Eucaristia a partire dal binomio «dubbio» (tornato d'attualità per il buio raccontato da Madre Teresa) e «presenza».
Siamo nella città del miracolo eucaristico e del celebre santuario dedicato a quell'evento del XIII secolo. Un pellegrinaggio vi si tiene stamani con un momento di adorazione personale. A casa Micolucci è tempo della preghiera. Arriva anche un sacerdote reggiano. Ma è il capo famiglia ad animare il breve momento di raccoglimento. Poi via, dopo cena tutti alla stazio ne per la festa generale. Come una grande famiglia.
Teatro Piccolo Orologio – Stagione 2007-2008
Ogni testo teatrale classico o moderno nasconde al suo interno una logica struttura drammatica e una conseguente struttura di gioco costituita da materie differenti: sentimenti, spazi, colori, forme, pieni e vuoti, riferimenti storici e geografici, artistici ecc. Il testo è una mappa importante, ricca di regole, sulle quali l’attore rende concreto il suo percorso di emozioni e sentimenti, sviluppa il proprio linguaggio espressivo ed entra in relazione con la dimensione dell’ invenzione.
Durante gli incontri teatrali s’approfondiranno gli aspetti pratici del “lavoro dell’attore” riguardo all’energia del corpo e al significato del gesto.
· Utilizzo corretto della respirazione e della voce
· Sviluppo della concentrazione nel rapporto tra il corpo e l’emozione
· Ricerca dell’essenzialità e finalità di intenti nel rapporto tra gesto e azione
· Studio e pratica dell’improvvisazione teatrale intesa come drammaturgia del gioco
· Esercizi fisici e tecniche sulla costruzione del personaggio
· Esercizi e tecniche teatrali per l’approfondimento del significato della parola e del testo.
Gli incontri teatrali saranno caratterizzati da un continuo rapporto tra pratica e teoria e si baseranno sullo studio di un testo teatrale che subirà, secondo i temi di lavoro, nuove scritture, scomposizioni e altri giochi finalizzati a verificare la forza della struttura di un racconto o di un frammento di testo. Come si fa ad individuare il “cuore” di una storia, quella parte centrale e indicativa che conserva nella sua anima il punto di partenza del percorso di ricerca dell’attore? Come trasformare il linguaggio letterario in linguaggio teatrale essenziale per la messa in scena? Quali esercizi creano la giusta attitudine per la scena? Il testo e la scena qui sono considerati come “spazi della riflessione e del gioco” contenitori di regole e finzioni che ci aiutano a trasformare noi stessi e il mondo che ci circonda.
Il progetto è articolato su appuntamenti settimanali di due ore ad incontro, da Ottobre 2007 a Maggio 2008, il Giovedì, per un massimo di 20 persone.
La quota di partecipazione al corso è di Euro 70,00 mensili.
Sede del laboratorio: TEATRO PICCOLO OROLOGIO
Il tema di lavoro sarà definito entro i primi due mesi antecedenti il laboratorio e la scelta terrà conto della qualità e della natura dei partecipanti al progetto.
LA SCENA COME LUOGO DEL CONFRONTO E DELL’INVENZIONE
Laboratorio teatrale rivolto agli adolescenti e ai giovani ideato e condotto da Gigi Tapella
Questo laboratorio si pone l’obiettivo di approfondire temi e tecniche teatrali e offrire l’opportunità a tutti i giovani di ritrovarsi in un progetto articolato, distribuito su un piano triennale e quindi a carattere continuativo e formativo.
All’interno del programma sono presenti proposte di lavoro ed esercizi teatrali fondamentali per lo sviluppo di una corretta disciplina dell’attore e che per ragioni metodologiche, non dimenticano l’importanza dell’aspetto ludico presente nella pratica del teatro.
Gli incontri avranno come caratteristica il continuo rapporto tra pratica e teoria, tra il fare e il riflettere e prenderanno spunto dalla lettura di un testo teatrale o un racconto.
L’improvvisazione e il lavoro sui personaggi porteranno i partecipanti a riscrivere e a riadattare il testo individuato seguendo la pista dei loro desideri e delle loro emozioni.
Il programma del progetto prevede di approfondire i seguenti punti:
· Improvvisazione teatrale
· Emozione, recitazione ed interpretazione
· Esercizi di movimento in rapporto allo spazio e agli altri
· Approfondimento del significato delle parole attraverso esercizi teatrali
· Finzione e rappresentazione
· Costume e trucco, scenografia e materiali di scena
· Costruzione e rappresentazione di uno spettacolo
Questo laboratorio invita ad aprirsi all’arte del teatro come mezzo per trasformare noi stessi e per poter osservare con occhi diversi il mondo che ci circonda.
Laboratorio con appuntamenti settimanali, il venerdì, per un massimo di 20 partecipanti.
La quota di partecipazione è in via di definizione
Sede del laboratorio: TEATRO PICCOLO OROLOGIO
Al termine del laboratorio verrà rilasciato un attestato di frequenza valido anche ai fini del credito formativo
Il docente: Gigi Tapella
Inizia il suo percorso artistico alla fine degli anni 70, come socio, attore, autore e regista del Teatro del Sole, gruppo storico del Teatro ragazzi. In questo periodo Tapella inizia a sviluppare una propria ricerca basata sul teatro e il gioco dell’attore che si rivolge alla pedagogia infantile, recuperando il senso e il valore della fiaba tradizionale come strumento d'indagine del quotidiano e stimolo di confronto tra adulto e bambino.
Nel 1986 è direttore del “K-Werk”, progetto di formazione professionale teatrale a Graz-Austria, sovvenzionato dal Festival d’Avanguardia Steierischer Herbst. Da questo progetto nascono due gruppi teatrali: “Mezzanin Theater” e “KA EM 2 EIN” , presenti oggi nel panorama teatrale austriaco per ragazzi. In seguito, la sua attività si divide tra regie, drammaturgie e ruoli di attore in qualificate opere teatrali e musicali.
Come regista, dirige numerose produzioni, tra le quali: Aug in Aug e Die Farbe des Windes che vincono entrambe il Premio Nazionale Austriaco; Isola- Festival “Steierischer Herbst” di Graz; Clair de temps – Jeunesse Musicale Wien; Rex Leo-Teatro Stabile di Graz. Nel ‘91 e nel ’92 è uno dei registi del progetto diretto da Marco Baliani Antigone delle città n° 1 e Antigone delle Città n° 2 Città di Bologna I/BolognaII. Giù per terra del PAN TEATRO di Lugano, diretto da Gigi Tapella, vince il Premio Nazionale “Zora” in Svizzera.
Come attore, sono da ricordare le proficue collaborazioni con il Teatro delle Briciole diretto da Letizia Quintavalla; con Marco Baliani e con Bruno Stori.
Nel 1991 fonda – insieme a Miriam Bardini e a Sylviane Onken – NAUTAI TEATRO – compagnia che ha saputo imporsi nel panorama nazionale ed europeo per la qualità delle sue produzioni. Da mettere in evidenza i premi ETI-Stregagatto conseguiti nel 1995 con Lupusinfabulae – nel 2000 con Cantico del nascere e nel 2004 per il progetto scenografico di TEMPESTE.
Negli anni accademici 2000/01 – 2001/02 ricopre la carica di insegnante di regia teatrale presso la sezione “Discipline dello Spettacolo” dell'Istituto Statale d'Arte P. Toschi di Parma.
Parallelamente all’attività di regista e d'attore, Gigi Tapella dirige numerosi laboratori teatrali (con indirizzo professionale e didattico educativo) ispirati alle tematiche presenti nel percorso di creazione della compagnia, nell’obiettivo di mettere a confronto il teatro e la sua ricerca con le realtà sociali e culturali che lo circondano.
Gigi Tapella e l’Associazione culturale 5T collaborano da diversi anni per la realizzazione di laboratori teatrali rivolti a adolescenti, giovani e adulti presso il Teatro Piccolo Orologio. Collaborazione che ogni anno viene premiata dagli esiti degli spettacoli realizzati dai partecipanti ai corsi.
ella stagione 2006-2007 dopo un’ esperienza che aveva portato alcuni giovani corsisti al Festival de La Luzege in Francia per partecipare ad una produzione corale, tutti i partecipanti al Progetto di formazione del Teatro Piccolo Orologio hanno seguito un percorso comune che è confluito nella messa in scena di ILIADES, produzione originata dal Festival francese e che a Reggio Emilia ha avuto il suo compimento.
Un importante riconoscimento all’associazionismo giovanile della nostra città, la direzione generale Istruzione e Cultura dell’Unione Europea promuove un progetto sulla cittadinanza attiva dei giovani reggiani. “Contaminazione Attiva Europea” è il titolo del progetto che ha ottenuto il co finanziamento del Programma “Europa per i cittadini 2007/2013” e che vede le città di Reggio Emilia e Girona impegnate nel promuovere riflessioni e collaborazioni attorno al volontariato, l’ambiente e la cultura.
Ad ottenere questo importante riconoscimento sono l’associazione Gabella che, con il supporto dell’agenzia Reggio nel Mondo, Alda (Associazione delle Agenzie per la promozione della Democrazia locale), Associazione Fundaciò Ramon Noguera ed associazione Ateneu juvenil Cultural i Naturalista de Girona, avrà il compito di portare a termine il progetto.
La prima fase del progetto “Contaminazione Attiva Europea” verrà inaugurata da lunedì 10 a giovedì 13 settembre quando nella nostra città arriveranno due rappresentanti del centro Giovani di Girona, nel corso della prima missione saranno protagoniste del progetto diverse associazioni e soggetti che operano con i giovani: Ufficio Giovani del Comune di Reggio Emilia, Mondinsieme, Gancio Originale, Dar Voce, Arci, Caritas, Legambiente, Cooperativa Giro del Cielo, Ceis, Telecitofono, Guardie Ecologiche Volontarie e Officina delle Arti. Queste realtà si confronteranno con la delegazione spagnola per progettare attività di cittadinanza attiva e di promozione del volontariato che si concretizzerà nel corso della seconda missione, dal 14 al 21 ottobre quando 16 rappresentanti di 7 associazioni giovanili di Girona (le due coinvolte ma anche altre espressioni del volontariato della città spagnola) arriveranno nella nostra città. In questa seconda fase la missione vedrà impegnati i ragazzi spagnoli a sostegno delle attività di volontariato sociale e culturale promosse dalle associazioni del nostro territorio. Il contributo europeo per la realizzazione del progetto è pari a 24.600 euro.
“Contaminazione Attiva Europea” è un progetto che vuole promuovere la cittadinanza attiva, quindi la partecipazione e la democrazia nei paesi europei, favorire il dialogo interculturale e riflettere sulla promozione del benessere, dell’impegno per la coesione sociale e lo sviluppo.
Girona si trova nella regione autonoma della Catalogna ed è capoluogo dell’omonima provincia con 82.000 abitanti. Città fondata dai romani, conserva un patrimonio artistico di notevole interesse. Il progetto nasce sulla base dell’attivo rapporto di scambio e collaborazione che esiste tra il Comune di Reggio Emilia ed il Comune di Girona: il patto di gemellaggio tra le due città è stato sottoscritto il 16 settembre 1982 con la finalità principale di valorizzare il patrimonio culturale delle due città e da allora gli scambi con questa realtà si sono dimostrati ricchi ed intensi.
Il progetto europeo coordinato dalla Gabella di via Roma con il supporto di Reggio nel Mondo fa seguito all’esperienza realizzata lo scorso anno da 11 giovani reggiani che hanno incontrato diverse realtà giovanili della città di Girona in occasione del lancio della prima leva giovani promossa dall’Assessorato Scuola Università Giovani. Il progetto “CAE” si concluderà entro gennaio 2008 con la realizzazione di una pubblicazione e di un cd-rom che documenteranno lo scambio e le partnership nate all’interno di questo percorso di partecipazione.