Pubblicati nel maggio 2007

La felicità in servizio civile

 
a cura dei ragazzi in Servizio civile volontario a Perdiqua www.perdiqua.org
 
FELICITA’
è pomeriggio. Fuori c’è caldo e non c’è tanta voglia di andare in servizio… troppi bambini che fanno mille domande e che di fare i compiti proprio non ne hanno voglia… ma devi prendere la macchina e andare perché “il dovere ti chiama!!”.
Vai dai “tuoi” bimbi… il tempo vola con loro perché in fondo anche tu ti diverti . Qualcuno di loro ti dice che ti ha dedicato un goal alla partita.
Giochi,scherzi a volte ti arrabbi ma quando torni a casa sei FELICE.
Hai aiutato uno di loro? Non lo sai… ma sai di sicuro che hai respirato aria pulita quella propria dei bambini quella che loro sanno trasformare in profumi e risate ossigeno sufficiente a farti vivere con brio una giornata di pioggia… perché con loro le nuvole non ci sono!
Torni a casa e pensi che da qualche parte hai letto una cosa strana: “SE NON TORNERETE COME BAMBINI NON ENTRERETE NEL REGNO NEI CIELI” e ti dici che in fondo per essere felici basta poco…
Madda
 
 
SERVIZIO E FELICITA’ – FELICITA’ E SERVIZIO
Al giorno d’oggi cosa possiamo dire della felicità , se non che c’è questa continua ricerca da parte di tutti di raggiungerla. Effettivamente dobbiamo riconoscere che sentirsi bene, al contrario di navigare nella tristezza e nella depressione è sicuramente più salutare che altro. Andiamo perciò ad analizzare la felicità. Partendo dal fatto che è uno stato d’animo che quando ci pervade ci fa ridere, stare bene con gli altri, ci fa apprezzare ciò che ci circonda ed automaticamente ci dà una certa pace dei sensi. Ora diciamo che le situazioni e gli stati d’animo condizionano molto il nostro comportamento, per cui andiamo a cercare nel Servizio gli spunti e le situazioni in cui la felicità può nascere e rendere più piacevoli le nostre esperienze…
Partendo dalla Ludoteca di San Pellegrino, ad esempio, qui si è sempre a contatto con bambini e ragazzi che sprizzano voglia di vivere da ogni poro, ti contagiano in pochissimo tempo e ti portano anche nel momento dello studio a divertirti, all’infuori dello stesso momento ludico. Ma bisogna anche ricordare che in caso qualcuno sia un po’ troppo esagitato, la moneta si rovescia e dalla felicità di stare in loro compagnia si passa all’esasperazione di averli attorno. Cambiando situazione, una cosa che secondo il sottoscritto ti riempie il cuore di felicità è l’essere utile a persone differentemente abili, che fanno di tutto per farti stare a tuo agio mentre tu fai di tutto per essere loro utile, passare il tempo con loro, far fare loro dei giretti, aiutarli con il computer, farli mangiare, lavarli. Tutte cose che per noi possono sembrare ovvie ma che ti riempiono il cuore di calore e felicità nel momento in cui loro ti ringraziano anche senza parlare, con uno sguardo, con un semplice gesto o un sorriso. Dopo aver fatto questi esempi, vorrei concludere con una testimonianza di una ragazza che fa Servizio Civile presso un altro ente che non è la Caritas di Reggio Emilia, ma è il Comune di Modena.
Come ti chiami?
Gabriella.
Quanti anni hai?
24.
Di che cosa ti occupi nel tuo Servizio Civile Volontario?
Mi occupo di uno sportello del Comune indirizzato agli anziani; lo sportello provvede al supporto nell’attività di informazione ed orientamento del cittadino, allo sviluppo delle attività di redazione del sito web eccetera…
Come senti la ricerca della felicità nel tuo servizio?
Sicuramente nel sentirmi utile nel dare un servizio appropriato agli anziani che si dimostrano in forte difficoltà e non autosufficienti. Ma soprattutto nel servire alle famiglie la conoscenza dei servizi e dei mezzi che le aiutino nel sostentamento dei loro famigliari.
Pensi che la felicità sia effimera e poco duratura nel servizio?
No, perché è un’esperienza che ti porterai dentro anche in futuro, sia per quello che puoi dare col tuo operato, che per quello che puoi ricevere da coloro che aiuti.
Ti senti una persona realizzata e felice?
Penso di essere parzialmente realizzata, ma rimanendo nel contesto, sì, mi sento felice.
Ricky
 
 
FELICITA’ E VOLONTARIATO
Penso che non ci sia niente di più gratificante che rendere felice un’altra persona con solo la propria compagnia è sapere di donargli gioia tramite un sorriso, o un semplice gesto. Nessuna delle esperienze lavorative e amicali che ho fatto è mai stata in grado di aiutarmi a comprendere meglio l’importanza dell’altro come il Servizio Civile Volontario. Non so spiegarvi la bellezza dell’espressione nel volto di un bambino mentre viene aiutato a fare i compiti, o nella sua crescita, durante l’allattamento, o nel gioco, gli occhi profondi dell’anziano che sembrano dire un miliardo di cose, i sorrisi delle persone che vedono ricostruita la casa dopo la guerra, il sogni di nuovi adolescenti che nelle loro scuole giorno dopo giorno provano e discutono nuove idee, la lotta del tossico dipendente nella riconquista della propria autostima, o la speranze del profugo nella ricerca di un cappotto o di un qualsiasi altro abito alla sua portata finanziaria e infine la speranze delle persone alla ricerca di un lavoro che li formi e gli dia un nuovo futuro. Eppure non so comprendere come facciano invece loro a fare tutto o quale ingrediente usino questi Volontari che a mala pena si conoscono a far conciliare tutto con tranquillità ma vi posso assicurare che l’aria che si respira all’interno e tutt’altro che pesante, anzi briosa direi come posso spiegarvi!? Avete presente quelle mattine d’estate con le scuole chiuse e con voi che uscite di casa verso le 10:30 per andare all’alimentare o dal fornaio di fiducia che si trova proprio sotto casa vostra che vi conosce da quando eravate bambini e vi prepara quel panino di sempre con quel pane morbido e soffice accompagnato dal prosciutto fine e dolce che piace a voi (con aggiunta di maionese preferisco)è con quella Coca Cola fresca di frigo? Bene, se avete in mente questa scena avete capito lo spirito che si respira nel fare il Servizio Civile Volontario, (il Servizio civile ha l’aria di un panino col prosciutto é una Coca Cola fresca!?) Non è questo che intendevo ma ciò che si respira e quella dolcezza è amore di chi ti conosce da sempre con tutta la serenità di una mattina d’estate e, detto tra, noi se nella vita di tutti i giorni noi siamo in grado di dare amore dolcezza con serenità la felicità è una cosa matematicamente conquistata.
Antonio

Premio per l'innovazione e per il sostegno dell'imprenditoria giovanile

La Provincia di Reggio Emilia, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Metodi dell'Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia, promuove la realizzazione di un “Premio per l'innovazione e per il sostegno dell'imprenditoria giovanile”.

Gli obiettivi del premio sono la promozione della cultura d'impresa, dell'imprenditorialità giovanile ed in particolar modo quella femminile, l'incentivazione del rapporto tra Università e territorio, la promozione di idee innovative e l'avvio di incubatori d'impresa sul territorio.

Il concorso si sviluppa in tre fasi distinte, connesse ma fra loro non vincolate.

- Prima fase: “La presentazione di una idea progettuale – BUSINESS IDEA”
Per le quattro migliori business idea sono previsti premi di 5.000 Euro.
- Seconda fase: “Partecipazione alla formazione”
- Terza fase: “La presentazione del BUSINESS PLAN”
Un premio finale di 35.000 Euro è destinato al gruppo vincitore del business plan, finalizzato all'avvio del progetto di impresa.

Requisiti di partecipazione
Sono ammesse le proposte presentate da gruppi di 2 fino ad un massimo di 5 giovani dai 20 ai 30 anni che siano studenti, laureandi o laureati da non più di tre anni -sia del vecchio sia del nuovo ordinamento didattico- delle Facoltà di Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Modalità di presentazione e scadenze
La domanda per partecipare alla prima fase del concorso dovrà essere presentata alla Provincia di Reggio Emilia entro le ore 12 del giorno 15 giugno 2007.
Scarica il bando ed i relativi allegati per la presentazione della domanda:
· Bando di concorso
· Allegato 1 – business idea
· Allegato 2 – business plan

Note per la compilazione della domanda
Si richiede ai candidati di utilizzare esclusivamente gli spazi predisposti negli allegati. Non saranno accettate ulteriori pagine.

Per informazioni
Segreteria amministrativa: Polaris – Centro di Orientamento della Provincia di Reggio Emilia tel. 0522-444401 e-mail: polaris@mbox.provincia.re.it

Les Petites Lumiére 2007

l'associazione culturale e di volontariato “Figli di Anibale”, visto il successo della 2° edizione, sia in termini di qualità che di quantità, organizza la 3° edizione del Concorso “ Les Petites Lumiere” rivolto ai Filmaker italiani e stranieri.
Il concorso nasce con l’intento di promuovere e divulgare i cortometraggi come nuova forma artistico-espressiva che è in grado di rispondere alle diverse esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti che, con la loro creatività danno vita a prodotti di alta qualità. Caratteristica e forza di un “corto” sono il saper raccontare emozioni nel tempo ristretto di pochi minuti (generalmente non più di trenta). ma sono anche l’eccezionale apertura al nuovo, al diverso che dal contenuto si trasferisce al linguaggio, ma molto più spesso da linguaggio diventa nuovo contenuto.
Il concorso di Cortometraggi si svolgerà per 4 giorni, dal 26 al 29 luglio 2007.

Le sezioni previste in gara sono:

- a tema libero;
- a tema definito: “Dal libro al cortometraggio”;
- corti animati a tema libero;
- corto off – nuovi talenti alle prime esperienze con il mondo del cortometraggio;

Ogni autore può presentare al concorso al massimo 2 opere (in lingua italiana o con sottotitoli in italiano) con una durata massima di 15 minuti ciascuno, comprensivi di titoli di testa e di coda.
Le opere dovranno pervenire, obbligatoriamente, entro e non oltre il 20.06.2007.
 
 
In allegato il bando e il modulo di iscrizione.

Peter Pan, il musical

Dopo la trionfale tournée invernale, parte il 2 giugno da Taormina il tour estivo di Peter Pan il Musical, lo spettacolo che ha incantato spettatori di tutte le età.
Dal suo debutto a Napoli l’8 dicembre 2006 fino ad aprile 2007 si è imposto come lo spettacolo rivelazione della stagione teatrale, in grado di conquistare i cuori di adulti e piccini, trasportati dalle travolgenti note di Edoardo Bennato, affascinati da originali coreografie e sorpresi dai numerosi e innovativi effetti speciali. Uno spettacolo magico e fatato considerato un cult nel panorama dei musical italiani.
114 giorni di tournée, 98 repliche, 11 teatri tutti sold out… sono solo alcuni dei numeri che testimoniano il grande successo ottenuto da Peter Pan il Musical durante la sua prima tournèe.
Peter Pan e i suoi compagni di avventura sono pronti a lanciarsi in una nuova entusiasmante esperienza: il tour estivo nei grandi spazi all’aperto. Inizia infatti il 2 giugno, dalla splendida cornice del Teatro Antico di Taormina, la nuova tournée che vedrà la compagnia, composta da 48 persone, di cui 25 attori, esibirsi nelle principali città d’Italia, a Reggio Emilia il prossimo 25 Giugno alle ore 21, all’interno dello storico Stadio Mirabello.
Medials Live, organizzatore dell’evento, sta definendo gli ultimi dettagli dell’allestimento del Mirabello, un luogo caro alla città, struttura di grande fascino capace di rendere ancora più magica l’atmosfera favolistica dello spettacolo. Al Mirabello Peter Pan porterà in volo i sogni di chi è stato o è ancora bambino.
I biglietti per assistere allo spettacolo saranno messi in vendita a partire da sabato 26 maggio sia online sul sito www.medials.com che in vari punti vendita in città.
Prezzi Platea numerata 29,00 €
al netto del Tribuna numerata 22,00 €
diritto di Gradinata laterale libera 17,00 €
prevendita Ridotto ragazzi fino a 10 anni 14,00 €

Maggiori informazioni e lista completa delle prevendite sul sito www.medials.com

Sziget: un'isola di musica!

Immaginate un’isola dove la musica non finisce mai.
Immaginatela d’estate, popolata da giovani di tutta Europa.

 
Sono gli ultimi giorni del viaggio agostano attraverso tutta l’Ungheria, quelli riservati a Budapest. Sia tra le strade strette dell’antica collina di Buda che tra i larghi boulevard commerciali di Pest non si parla d’altro: Sziget, o semplicemente “il festival”. Già a Tokaj, tra le ultime tappe dell’itinerario circolare Budapest-lago Balaton-Pecs-Szeged-parco Hortobagy-Tokaj-Eger-Budapest, avevamo trovato un opuscolo promozionale di questa manifestazione, ma non credavamo avesse un impatto di questa portata. Non possiamo non fermarci ad uno dei numerosi banchetti promozionali. Un ragazzo francese sulla trentina ha in mano due biglietti appena acquistati, ma sembra ora volersene disfare. E così ci offriamo di aiutarlo, ottenendo per di più un prezzo di favore. A dir il vero, se anche il prezzo fosse stato pieno, non sarebbe stato scandalo: ai nostri occhi e portafogli, abituati in Italia a spendere anche 30-40-50 euro per un singolo concerto, la somma per una giornata intera di Sziget è davvero irrisoria.
Qualche ora dopo siamo pronti per la metro direzione Obuda. Sziget in ungherese vuol dire isola. E Obuda è un piccolo isolotto nel mezzo del letto del Danubio, il grande fiume che separa Buda da Pest. Siamo già parte dello sciame umano che marcia verso la stessa direzione. L’entrata sull’isola avviene grazie ad un ponte, e passati i controlli, armati di braccialetto identificativo della giornata, eccoci dentro al festival. Obuda è ricca di vegetazione, ed è un po’ la culla di Budapest: fu proprio qui infatti a stabilirsi il primo insediamento romano. Apriamo la generosa mappa fornitaci all’ingresso: l’area della manifestazione è così ampia che è un’impresa orientarsi. Iniziamo a camminare, godendoci l’atmosfera, dimenticandoci della cartina. Stand promozionali, giochi stile luna-park, attrezzature per praticare sport, market, punti ristoro, ma soprattutto zone adibite a campeggio: una vera selva di tende ricorda, a suo modo, un accampamento di legionari trasportato ai giorni nostri. Ma qui non ci sono animi belligeranti, né mercenari, all’opposto: grande voglia di divertirsi, e tutti assieme, senza distinzioni.
Non sono riuscito a contare quanti palchi, grandi e piccoli, ci fossero, e questo rende bene l’idea della portata dell’evento. Semplicemente il più grande festival musicale d’Europa e tra i primi tre al mondo. Grandi dimensioni ma anche grande varietà. Noi passiamo con grande disinvoltura dal reggae dei The Wailers nel Main Stage al rock stradaiolo dei Turbonegro, soffermandoci incuriositi di fronte a ritmi zigani, per tornare poi alle contaminazioni musicali di Basement Jaxx.
Rimango profondamente colpito da come “metallari”, fan della house, punks, ragazzi con acconciature rasta, di ogni età, rispettino ognuno la passione musicale dell’altro, senza assistere ad alcun problema né screzio, anzi, spesso si trovano nei panni di socievoli vicini di posto durante una pausa hotdog più birra. Penso tristemente ai bottigliamenti di gruppi “indesiderati” e alle zuffe in certi altri festival, ben più piccoli di questo ma ben più famosi, per lo meno nei nostri circuiti mediatici nazionali.
Quando anche le luci del palco principale si spengono, non vuol dire che allo Sziget la festa sia finita: è il momento dell’elettronica in tutte le sue forme, da un tendone all’altro, attraversando in cadenza luci colorate e il buio della notte fuori. Ci arrendiamo a malincuore, ma il nostro ostello, dall’altra parte di Budapest, ci aspetta, ed i trasporti ad una certa ora non garantiscono mai totale ed affidabile operatività. Con le gambe martoriate dai chilometri percorsi, ma entusiasti dell’esperienza, intraprendiamo la via dell’uscita.
Lasciamo alle spalle chi si beve un caffè in compagnia tra le tende, chi scambia le ultime chiacchiere prima del sonno, chi ancora non ha voglia di tirare il fiato lontano dalle fonti sonore. Tra risate nel fango e falò improvvisati, sembra veramente un’altra epoca. La musica finirà solo a notte inoltrata, ma già la mattina dopo i primi gruppi torneranno ad esibirsi in tutti gli angoli di Obuda.
Tutto partì nel 1993 come piccola rassegna underground di gruppi locali. Ora chiunque ne abbia voglia può assaporare una intera settimana in pieno spirito Woodstock, a due passi da una delle più belle capitali dell’est Europa.
Maggiori informazioni sul sito ufficiale www.szigetfestival.com

''Ma che sofà'' a palazzo Ancini

Sabato 26 maggio dalle otto di sera all’una di notte palazzo Ancini sarà un’isola alternativa all’interno della Notte Bianca. Nel cortile del palazzo che si affaccia su via Farini, diverse realtà giovanili daranno vita al primo appuntamento di “Ma che Sofà”, cinque ore di musica, letture, intrattenimento e relax, un luogo dove incontrarsi e socializzare.


Ma che sofà
L’iniziativa nasce dalla collaborazione di alcune realtà dell’associazionismo giovanile e del volontariato: Copresc – Coordinamento provinciale Enti Servizio Civile, Diabasis, Gabella, Cooperativa Koinè, Istituto Motti, Acquabenecomune e Nuovamente. L’iniziativa rientra nel progetto “Leva giovani” e vede il sostegno dell’Assessorato Scuola Università Giovani e Assessorato Centro Storico.

Servizio civile
Sono una ventina i ragazzi impegnati nel Servizio Civile Volontario che hanno dato la propria disponibilità per animare la serata e distribuire materiale informativo sulle attività rivolte ai giovani. Dalle otto fino a mezzanotte chi passerà per palazzo Ancini potrà degustare l’aperitivo analcolico “Notte Bianca”, una ricetta speciale realizzata dagli studenti dell’Istituto Motti, accompagnato da un ricco buffet.
Musica
Nel corso della serata la musica dei “Rcs – Respirare con Speranza” accoglierà il pubblico, il gruppo nasce nel marzo del 2004 fra i banchi del liceo classico Ariosto, la formazione miscela su una base di rock acustico influenze dal cantautorato,dalla musica folk e dalla musica etnica.
Parole
Oltre all’intrattenimento e alla musica nel primo cortile di palazzo Ancini sarà di scena anche Marco Truzzi, giovane autore della Casa editrice Diabasis che al Salone del libro di Torino ha presentato “Caffè Hal, Tel Aviv. Tutto quello che è successo al signor T.B.”. Marco Truzzi è nato nel 1975 a Correggio e attualmente si occupa dell’ufficio stampa del Comune in cui vive, nel corso della serata Truzzi leggerà in anteprima provinciale alcuni brani tratti dal suo primo romanzo.
Spazio relax
Il secondo cortile di Palazzo Ancini ospiterà uno spazio relax dove il pubblico della Notte bianca potrà trovare sofà, poltrone e sedie con una scenografia ispirata ad oggetti usati stile anni ’70. “Ma che sofà” è caratterizzato come luogo di incontro e socializzazione all’interno della lunga notte di festa, oltre che uno sportello di promozione dei progetti giovani dell’Amministrazione Comunale e dei progetti di Servizio civile a carattere provinciale.

Flashgames.it: Giochi gratis per tutti i gusti

Sito Web: www.flashgames.it
 
 
Dedicato a chi cerca uno svago online, flashgames.it è un sito che mette a disposizione gratuitamente più di 1500 giochi, disponibili sia in modalità singleplayer che multiplayer*.
Ogni gioco ha una breve recensione in cui vengono presentate l'ambientazione e le istruzioni principali, inoltre c'è una tagboard nella quale si possono scrivere punteggi e impressioni e si possono trovare dritte e soluzioni…
I giochi sono raccolti in 9 categorie che offrono un passatempo differenziato a seconda delle esigenze e delle preferenze del giocatore.
Tra i punti di forza di questo sito, oltre al gran numero di giochi che raccoglie, la possibilità di inserire ogni singolo gioco nel tuo blog o postarlo nei forum, una Newsletter grazie alla quale potrai ricevere i giochi nella tua casella email e una community che conta più di 100000 iscritti!
Buon divertimento e fatemi sapere cosa ne pensate!
 
*per questa modalità è necessaria la registrazione per disputare tornei con gli altri giocatori online.

Pagine Arcobaleno: Guida pratica alle scelte sostenibili

Sito web: Pagine Arcobaleno
 
Un sito nato dalla voglia di creare un'economia alternativa, un'economia solidale. Una rete che coinvolge gruppi, associazioni, imprese, famiglie che credono nel consumo alternativo, che associano ai gesti quotidiani il rispetto per l'ambiente, il rispetto per le persone, relazioni basate sui principi di cooperazione e la voglia di contribuire alla crescita delle reti locali.
 
Quindi…Se un altro mondo è possibile, che cosa si può fare in concreto?
Tanto. E questo sito offre una vasta gamma di indirizzi e consigli per un altro consumo, segnalando attività economiche e associazioni di Reggio Emilia e provincia, selezionate in base a criteri di compatibilità ecologica e sociale e di promozione culturale.
Gli indirizzi raccolti nel sito sono organizzati in aree tematiche, così da rendere più facile la navigazione dell'utente, aiutato anche dalla possibilità di “personalizzare” le pagine in cui naviga: è infatti possibile scegliere le dimensioni del testo e due diverse versioni del sito, una versione ad alto contrasto e una versione solo testo, oltre a quella tradizionale. Un punto di forza questo, che aiuta gli utenti con problemi alla vista.
Inoltre una sezione in cui si richiede la vostra collaborazione, uno spazio in cui raccogliere le vostre segnalazioni relative ad associazioni o attività economiche non ancora raccolte nel sito.
 
Raccogliamo questo invito ad aprire gli occhi e diventare cittadine e cittadini critici e consapevoli!
 
Buona navigazione!
 

Droga e legalità

Può un blog essere considerato un contributo? Certamente!
I diari online rappresentano pagine del quotidiano, in cui si raccontano storie più o meno interessanti. Sono spazi del privato resi pubblici, aperti all'interazione con gli altri.
Parole, immagini e video che in un qualche modo raccontano e documento più di una generazione. Anche questa è un modo per creare una comunità virtuale, un luogo di incontro che abbiamo deciso di valorizzare e rendere pubblico.
Il Portale giovani infatti vuole ospitare i blogger della nostra città, raccogliere uno o più post pubblicati sul proprio blog. Per chi vuole segnalarci il proprio blog o pubblicare un post è possibile farlo scrivendo a scrivi@portalegiovani.eu. Oggi diamo spazio al primo blogger che si è reso disponibile a aprirci il suo diario virtuale.


Marco ha due blog: http://polemicamentescorretto.splinder.com e uno più orientato alla musica: http://lord-drachen.splinder.com


martedì, 08 maggio 2007
Droga e Legalità
Il sindaco di Torino Chiamparino oggi sul sito del Corsera ha parlato della sua idea di un giro di vite al consumo della droga.
Secondo il primo cittadino non è tollerabile che si accetti una diffusione delle droghe negli ambienti insospettabili della città. In pratica ci si preoccupa che operai, impiegati, manager e professionisti facciano abitaualmente uso di cocaina.
Alla domanda del giornalista sul perchè il consumo di droga non dovrebbe essere legale, Chiamparino risponde che allora dovrebbe essere legale anche venderla. Al di là che la sua provocazione è abbastanza debole, la vera domanda a cui il sindaco non ha saputo rispondere è questa: “perchè l'alcool si e la cocaina no”? La risposta è che la cultura e l'economia che si è creata intorno a certi prodotti alcolici non ha niente a che vedere con i prodotti sintetici che vengono spacciati nei parchi delle nostre città. Tutti sappiamo gli effetti devastanti dell'abuso di alcool, ma nonostante tutto questa sostanza è legale. Parimenti però, non sappiamo quasi nulla, ad esempio, sull'LSD. A questo punto è facile notare, eliminando prima ogni ipocrisia e pregiudizio, che non vi è sempre relazione tra tossicità di una sostanza e la sua legalità.
La legalità di una sostenza è dovuta in primis al grado di pericolosità sociale e non solo in termini di comportamenti violenti, ma anche e soprattutto di controcultura; in seconda battuta è dovuta al tipo di mercato che la sostanza ha creato intorno a sè.
C'è invece una relazione diretta tra la storia di una certa sostanza e il suo status attuale.
Per questo il caffè, che non è proprio una sostanza innocua come si tenderebbe a credere, è legale: gli effetti a lungo termine e la quasi totale assenza di effetti sul comportamento lo rendono commercializzabile.
E' stato il caso anche delle sigarette, almeno fino a quando la medicina non ha correlato i tumori e le malattie cardiovascolari al fumo.
Anche l'alcool è comunemente accettato, tranne quando gli abusi sono correlati alla guida.
La cocaina, una delle droghe più devastanti, nonostante la sua illegalità è stata per molti anni una droga diffusa ai piani alti senza che questo scatenasse una reazione da parte delle istituzioni (solo ora, con la diffusione tra giovani e tra le classi meno abbienti si stanno cercando contromisure).
Ed è sempre per questo motivo che droghe come l'LSD, considerate molto pericolose dalla gente e dai media, hanno invece una tossicità infima (basta guardare il sito dell'AUSL in proposito).
Gli effetti dell'LSD sono allucinogeni, non dissimili dalle sostanze usate nelle pratiche sciamaniche, ma non c'è dipendenza fisica ma solo, al limite, psicologica. E' la sua natura antisociale e spirituale, probabilmente, a renderla pericolosa per il sistema. A tal proposito sarebbe interessante leggere Huxley e Castaneda.
Non si può parlare di droghe senza addentrarsi nei motivi culturali e sociali che spingono l'uomo ad assumure sostanze stupefacenti. Per quello che posso capire, l'abuso recente di MDMA (ecstasy) e cocaina riflette l'esigenza di raggiungere modelli di efficenza comportamentale in ambito lavorativo/relazionale.
Ciò riflette un malessere diffuso nella comunicazione tra esseri umani, nei desideri e nei valori. Il problema è quindi sociale, non legislativo.
Senza una seria critica al modello sociale, il problema della droga resterà inaffrontabile.

Fabulous SCV

Disponibile fra gli allegati qui a fianco il fumetto in alta risoluzione!
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